Coronavirus il dolore di Roby Facchinetti dalla Venier su quei camion c’era un mio parente

facchinettiRoby Facchinetti ha voluto dedicare un brano, “Rinascerò, rinascerai” alla sua città di Bergamo che è martoriata dall’emergenza coronavirus. Il dolore del cantante non riguarda solo il dramma vissuto dalla città di Bergamo, ma è anche e soprattutto personale. In collegamento con Mara Venier a “Domenica In”, infatti, Roby Facchinetti ha rivelato un dettaglio molto doloroso: «Abbiamo visto tutti i camion dell’esercito che portano via le bare fuori regione. Su quei camion c’erano tanti cittadini di Bergamo, compresi miei amici, conoscenti e uno dei miei parenti. Vivere a Bergamo non è facile: siamo terrorizzati e spaventati, c’è più terrore che paura, i malati vanno via in ambulanza e i familiari sanno che molte volte non li rivedranno più». Roby Facchinetti lancia un appello a tutti gli italiani: «Qui a Bergamo stiamo male: troppo dolore, troppo pianto. Viviamo su un campo minato, è peggio di una guerra. In guerra morivano i giovani, questo virus invece si prende tutti, senza distinzioni, non guarda in faccia a nessuno. Non capisco come alcune persone non riescano ancora a capire la gravità della situazione», poi ha poi spiegato che, anche a fine emergenza, sarà difficile ritornare alla vita di sempre. «Non abbiamo mai vissuto una situazione umana così dura dal punto di vista psicologico. Cosa succederà poi? Usciamo tutti? A fare cosa? Ci vorrà molto tempo per elaborare e tornare alla vita di un mese fa. Sono convinto che ripartiremo e ci rifaremo economicamente, anche con gli interessi. I bergamaschi e i lombardi hanno sempre avuto queste capacità e le tireremo fuori anche stavolta» – ha spiegato Roby Facchinetti – «La musica mi ha salvato e mi salva anche in questi momenti, ma adesso ogni volta che squilla al telefono è un colpo al cuore. Faccio cose che mai avrei creduto di fare: consolare nipoti, amici e parenti che hanno perso i loro cari». Roby Facchinetti rivolge un appello a tutti, dai cittadini agli esponenti politici: «In questo orribile viaggio siamo tutti uguali. Vorrei dire che siamo sulla stessa barca, anzi dico sullo stesso barcone o gommone. Siamo tutti uguali».

Coronavirus il dolore di Roby Facchinetti dalla Venier su quei camion c’era un mio parenteultima modifica: 2020-03-30T17:37:15+02:00da pallonate